Un tentativo di falsificare la storia dell’erotismo

Una rivista di fotografia in lingua inglese ha recentemente pubblicato un articolo di grande interesse¹ in cui descrive la scoperta di un dagherrotipo erotico che, secondo l’autore, rivoluzionerebbe la storia della fotografia erotica.

La scena è piacevole e presenta tutte le caratteristiche tipiche di una produzione parigina ben nota, riconducibile al periodo d’oro dei primi anni 1900.

Articolo di James Hyman in The Classic, n. 14, Autumn 2025, pp. 106-111
Articolo di James Hyman in The Classic, n. 14, Autumn 2025, pp. 106-111

L’autore dell’articolo elenca diverse questioni complesse da risolvere, come le dimensioni insolite della lastra dagherrotipica rispetto al fotografo al quale cerca di attribuirla. Eppure esiste una spiegazione molto più semplice: se i due amanti appartengono al grande periodo del dagherrotipo, è solo per il supporto. Un abile falsario ha probabilmente cancellato l’immagine originaria per sostituirla con una scena provocante, poiché il dagherrotipo non è altro che uno specchio: vi si possono riflettere tutte le immagini che si desidera.

La scelta del falsario è caduta su una fotografia difficile da reperire e del tutto assente nel nostro mondo di cultura digitale censurata, appartenente a una serie pubblicata a Parigi intorno al 1900 per la clientela dei grandi bordelli nei dintorni dell’Opéra e del Palais-Royal. Un collezionista parigino ha ritrovato altre due stampe al citrato della stessa serie, confermando l’esistenza di questo corpus e spostando il presunto « scoop » dal terreno della scoperta a quello, più prosaico, del riuso ingannevole.

Dagherrotipo attribuito a Humbert de Molard, 'Louis Dodier and Friend', half-plate, circa 1845 (riprodotto con passe-partout in The Classic, n. 14, Autumn 2025, pp. 106-111)
Dagherrotipo attribuito a Humbert de Molard, ‘Louis Dodier and Friend’, half-plate, circa 1845 (riprodotto con passe-partout in The Classic, n. 14, Autumn 2025, pp. 106-111)
Stampa fotografica al citrato, ca. 1900 (collezione GD, Parigi)
Stampa fotografica al citrato, ca. 1900 (collezione GD, Parigi)

Mentre stavamo correggendo il bozzetto della rivista, un amico collezionista del nord della Francia si è ricordato di una vecchia cartolina fotografica, leggermente danneggiata dal tempo, che completa l’indagine.

Per evitare solerti riflessi di censura, abbiamo leggermente mascherato i giovani organi e le parti più sensibili dell’immagine con un semplice e delicato gioco di copia-incolla digitale. Il lettore curioso può osservare l’integrità fisica del giovane modello nell’articolo pubblicato su The Classic

Dagherrotipo attribuito a Humbert de Molard, riprodotto prima del restauro e privo della sua protezione. Dichiarato 119 × 91 mm, ma le proporzioni effettive della lastra corrispondono a 119 × 81 mm.
Dagherrotipo attribuito a Humbert de Molard, riprodotto prima del restauro e privo della sua protezione. Dichiarato 119 × 91 mm, ma le proporzioni effettive della lastra corrispondono a 119 × 81 mm.
Stampa fotografica al citrato, ca. 1900 (collezione GD, Parigi)
Stampa fotografica al citrato, ca. 1900 (collezione GD, Parigi)

I due giovani attori si sono leggermente spostati rispetto alla scenografia, forse in un altro angolo della stanza. Tuttavia, si riconoscono chiaramente gli abiti, il caratteristico berretto, i birilli e le bocce che evocano l’ardore amoroso.

In questa ulteriore immagine della rinomata serie erotica, alcuni elementi decorativi sono stati modificati, ma in questo caso i calzini non lasciano dubbio.

Il dagherrotipo non è né positivo né negativo; pertanto, a seconda dell’illuminazione e dell’angolo da cui lo si osserva, i valori tonali possono essere localmente invertiti.

Stampa fotografica leggermente più tarda ai sali d'argento su carte postale, ca. 1910 (collezione ND)
Stampa fotografica leggermente più tarda ai sali d’argento su carte postale, ca. 1910 (collezione ND)
Dagherrotipo talvolta attribuito a Humbert de Molard, copy-dag, ca. 2010
Dagherrotipo talvolta attribuito a Humbert de Molard, copy-dag, ca. 2010

Ecco l’immagine speculare, o meglio l’immagine riflessa nello specchio di Daguerre: il cappello sembra recare il nome « Playa » o forse quello di una nave da crociera.

Ora che ci siamo convinti che si tratta di una riproduzione, possiamo notare che il falsario non si è nemmeno preoccupato di nascondere il bordo della fotografia che stava copiando.


¹ Disponibile su: theclassicphotomag.com/pdf/the-classic-14.pdf pagine 106-111 (consultato: 9 gennaio 2026).