Il nuovo progetto di Paolo Monina

Il dittico artistico di Paolo Monina si regge su un ossimoro (da oxýmoros « acutamente folle »), e come tutte le costruzioni retoriche risulta fragile, quasi impalpabile e al tempo stesso caratterizzato da una certa concretezza.

Paolo Monina, dal dittico L'urlo della farfalla, prima parte
Paolo Monina, dal dittico L’urlo della farfalla, prima parte

E la « follia » di Monina sta proprio nel disegnare questa antitesi in una sorta di dittico narrativo, in una prima foto impastata di nero, come peraltro dimostra la sapiente resa artistica, a tutti gli effetti una riuscitissima e raffinatissima opera al nero, con le suggestioni ottenute da una reazione chimica ben studiata.

Quasi una impercettibile traccia, aratura di senso che meglio si definisce nella seconda foto, quella dove quel nudo femminile diventa la felice continuazione di quell’ossimoro iniziale, soprattutto in quella zona d’ombra che cresce sulla sinistra e che rende quel corpo così misterioso, impalpabile e concreto al tempo stesso e che spiega perfettamente un titolo come « L’urlo della farfalla ».

Paolo Monina, dal dittico L'urlo della farfalla, seconda parte
Paolo Monina, dal dittico L’urlo della farfalla, seconda parte

Appunto, da una parte la leggerezza, la dimensione evocativa, poetica del volo silenzioso e quasi planante su quel corpo femminile di una farfalla, e dall’altra il viaggio di una parola che si fa improvvisamente urlo, nonché significativo segnale di paura, di pericolo, di allarme, là dove la follia si configura sempre come una condizione di fuga dal prevedibile senso comune.

Marcello Verdenelli